ENERGIA ROSA IN PARETE
Come nutrire il corpo femminile per l’arrampicata

Cosa sappiamo?
Quando si parla di arrampicata e nutrizione, gli studi scientifici che trattano il sesso femminile sono ancora relativamente pochi. La maggior parte delle ricerche si concentra infatti su soggetti maschili, lasciando un gap di conoscenza per quanto riguarda le specifiche esigenze delle donne.
Inoltre, l’arrampicata stessa è uno sport poco studiato dal punto di vista scientifico, sia per gli uomini che per le donne. Ciò rende fondamentale esplorare e adattare le strategie nutrizionali disponibili, considerando le particolari esigenze fisiologiche e le dinamiche di questo sport unico.
In questo articolo, ci concentriamo sulle strategie ottimali per un’arrampicatrice, con l’obiettivo di supportare al meglio la sua performance, favorire il recupero e permetterle di raggiungere risultati straordinari, sia in allenamento che in competizione.
Cosa fare?
Il primo errore da evitare è quello di evitare di bere per paura di pesare troppo, perché nonostante quando siamo disidratate il nostro corpo è vero che pesa meno, ma allo stesso tempo è vero anche che performa molto meno e quindi alcuni passaggi tecnici difficili che riuscivamo a fare tranquillamente in questo stato potrebbero diventare ostacoli insormontabili.
Durante una stessa competizione si compete più volte magari si fanno anche 5 o 6 vie, ma ci sono anche molti tempi morti. Tempi morti in cui tra una via e l’altra possono passare anche ore. È molto importante sapere a che ora si competerà per poter strutturare un pasto adeguato o una merenda adeguata al tempo che passerà e in questo processo risulta fondamentale conoscere i tempi di digestione degli alimenti, altrimenti si potrebbe arrivare alla competizione troppo appesantiti o al contrario con energia scarsa. Per questo motivo diventa impossibile dare dei consigli generali perchè la strategia nutrizionale cambierà anche per lo stesso atleta ad ogni gara, perchè dipenderà dall’orario di gara, dalla tipologia di via da affrontare, dalla specialità che affronterà l’atleta e da quanto tempo ci sarà tra una arrampicata e la successiva.
