NEL CUORE DEL GHIACCIO
Grotte glaciali e strategie nutrizionali

Le tipologie di grotta
Non esiste una sola tipologia di grotta, ma molte, diverse tra loro per caratteristiche come raggiungibilità, temperatura, profondità, origine, difficoltà e diverse per molti altri aspetti.
In questa serie di articoli, vi parlo delle grotte suddividendole in due categorie principali: GLACIALI E CALDE (se sei interessato recupera l’articolo di luglio 2026 – “GROTTE INFERNALI”). In particolare, ci concentreremo su quali strategie nutrizionali siano più adatte in base alla temperatura della grotta, poiché, ovviamente, una temperatura molto alta richiederà approcci nutrizionali completamente opposti rispetto a quelli necessari in una grotta a temperatura bassa o molto bassa.
Le grotte glaciali
Le strategie nutrizionali per affrontare una grotta glaciale sono importanti. A causa del riscaldamento climatico, le grotte glaciali si stanno spostando sempre più in alto, poiché il ghiacciaio arretra e si scioglie. Per raggiungerle, è necessaria una lunga camminata che, a seconda del ghiacciaio, può durare anche tre o quattro ore. Per questo, il nostro corpo deve avere scorte energetiche sufficienti a livello muscolare. Una strategia utile potrebbe essere il carbo-loading, che consiste in un elevato consumo di carboidrati nelle 36 o, preferibilmente, 48 ore precedenti all’escursione. È importante sottolineare che questa è una strategia impegnativa per il tratto gastrointestinale e, se non testata, potrebbe causare spiacevoli inconvenienti. Si tratta di una tecnica che prevede un elevato apporto di carboidrati per ripristinare e aumentare le riserve di glicogeno muscolare, poiché più alte sono le scorte, più a lungo il corpo potrà resistere prima di esaurirle, ritardando la necessità di ulteriori alimenti. Naturalmente, sarà fondamentale portarsi provviste, principalmente costituite da carboidrati, in quanto sono il nutriente che fornisce energia con il minor tempo di utilizzo. Oltre ai carboidrati sarà utile anche assumere anche una piccola quota di grassi e una piccola quota di proteine, stando attenti a non scegliere cibo con un elevato tempo di digestione. Un esempio è il tonno in scatola che richiede dalle 6 alle 8 ore per essere digerito e quindi se lo consumiamo parte dell’energia assunta verrà utilizzata per la digestione e non per la progressione.
